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L’assetto urbano di Camerata Nuova è relativamente
giovane, infatti la sua ricostruzione dopo l’incendio effettuato
a valle del luogo dove prima sorgeva, per volontà dello Stato
Pontificio, ha determinato la morfologia di un paese che si sviluppa a
raggiera rispetto alla piazza dove sorge la chiesa e alla strada
centrale, con simmetrie semplici e caseggiati di piccole proporzioni.
A testimonianza della vocazione legata all’allevamento adiacenti
ai caseggiati sorgono le stalle in muratura attualmente in disuso o
utilizzate come depositi.
Così come è sorta Camerata Nuova è rimasta in
quanto in assenza di un piano regolatore e di un regolamento edilizio
non ha potuto beneficiare di un armonioso sviluppo che si andasse ad
integrare con il patrimonio edilizio esistente, non si è
provveduto neanche recuperare ad uso abitativo le stalle che comunque
rappresentano una cubatura, se debitamente ristrutturata, da utilizzare
piuttosto che da abbandonare al lento degrado.
Pertanto il patrimonio edilizio attualmente è insufficiente a
soddisfare la crescita dello sviluppo urbanistico di cui Camerata
necessita.
Inoltre l’assenza di un regolamento edilizio ha determinato anche
per le semplici opere di ristrutturazione, situazioni diversificate che
spesso non si integrano con l’aspetto architettonico del paese.
Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alla tutela del
patrimonio storico dei ruderi di Camerata Vecchia che rappresentano le
radici e la storia della popolazione, in quanto null’altro si
è salvato dall’incendio, le origini sono importanti
rappresentano la propria cultura è necessario tutelare il sito
archeologico attualmente completamente abbandonato al suo destino.
